VOCI DALLA PREISTORIA
Un tempo congiunta alla terraferma, oggi a pochi minuti di aliscafo da Trapani, Levanzo è la piu piccola delle Egadi (appena nove km). In questo selvaggio isolotto calcareo, dove il mare ha il colore del cobalto e la trasparenza del cristallo, nei fianchi scoscesi delle rocce si affacciano alcune grotte, la più celebre delle quali è la grotta dei Genovesi, a mezz`ora a piedi dal villaggio. Resti di animali del Paleolitico superiore e del tardo Neolitico, vasellame, coltelli di selce, ma soprattutto emozionanti graffiti. In una buia camera interna della grotta, alla luce della lampada, contiamo ventinove animali, cervi, buoi, cavalli - gli esperti dicono del periodo Quaternario - resi con evidenza naturalistica e prospettica. Accanto, tre figure umane che sembrano indossare maschere a testa di uccello; quella di centro è la più alta, con la barba; quella di destra ondeggia in una danza. Figure abbozzate, non finite. La caccia e il rito. E poi una ventina di figurine dipinte in nero e rosso, misteriose ingenue: alcune potrebbero essere pesci; altre, mammiferi; altre ancora, sagome maschili a gambe divaricate, e femminili a forma, vagamente, di violino; idoli magari; con corpi che vanno perdendo volume diventando filiformi. Una folla disordinata, movimentata, come un sogno popolato di giochi e di minacce. Come le paure di chi abitava questi luoghi all`alba della civiltà, dove imperavano la sopravvivenza, la lotta e i fenomini della natura, i fatti senza perchè, e dove l`arte, tra la guerra e l`amore, era già comunicazione col dio.
Immergendoci in questo territorio, troveremo l`energia, la debolezza, l`armonia, la bellezza di un mondo che, nelle sue epoche, ha dato il meglio di sé nel meglio della natura. Lo stupore che ci accompagnerà sarà la piccola luce con cui riannoderemo i fili della memoria. L`incanto del viaggio si trasformerà nell`attesa del ritorno.

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