Il mistero degli Elimi: SEGESTA
Esatto contrario di Selinunte, labirinto di rovine, Segesta - la sua antica rivale elima - si propone come assenza, nella quale emergono, ai lembi opposti del monte Barbaro (poco più di 400 metri sul livello del mare), due magnifiche "cattedrali": il tempio dorico e il teatro. Anche se, negli ultimi tempi, un`importante campagna di scavi ad opera della Soprintendenza di Trapani ha portato alla luce, nei pressi del teatro, cospicui resti dell`antica città. A qiattro Km da Calatafimi, al termine di una breve strada in salita, e ad ovest dell`antico abitato, il grande tempio si offre solitario nella sua imponenza aristocratica. Perfettamente conservato, non fu mai portato a termine, non si sa perchè: se deliberatamente, per motivi legati a un culto indigeno sconosciuto, o - più probabilmente - per la minaccia di un incombente pericolo. L`interno, a cielo aperto, specie nelle giornate di primavera risuona dell`eco del canto dei grilli, ed è penetrato da una luce sfolgorante tagliata dalle colonne che incrociano le loro ombre sul terreno. Gli studiosi lo attribuiscono ad un abile architetto greco, e qualcuno ha detto che "gareggia col Partenone nella sottigliezza delle sue raffinatezze".
Con Erice ed Entella, Segesta (o Egesta) fu uno dei tre centri principali del popolo elimo e divenne anche il più potente, oltre che famoso per le sue sorgenti solforose e curative. Molto di quello che sappiamo della sua storia riguarda le continue liti con Selinunte per i confini segnati dal corso superiore del fiume Mazzaro. Oggetto sovente di contesa tra Greci e Cartaginesi, si alleò con gli uni o con gli altri secondo i momenti e le condizioni di forza. In realtà, la posizione di Segesta era tale da potere essere messa facilmente sotto scacco, e il suo destino fu ingloriosamente segnato dalla sua debolezza. Così, la troviamo con Cartagine nel VI secolo; poi, dopo la battaglia di Himera del 480 a.C., con Atene. Fallita miseramente la missione ateniese contro Siracusa, chiamò in aiuto Cartagine, che distrusse Selinunte e assorbì del tutto Segesta. Fu assediata da Dionigi di Siracusa, e poi - sconfitti i Cartaginesi - presa da Timoleonte e successivamente da Agatocle. Si unì a Pirro nel tentativo di liberare i Greci di Sicilia, ma quando egli si ritirò, ricadde sotto il gioco di Cartagine. Fu prospera con i Romani. Scomparve nell`alto Medioevo dopo la distruzione e il saccheggio dei Vandali.

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