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| > Itinerario Archeologico della provincia di Trapani |
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Castelvetrano Selinunte Celebre in tutto il mondo, Selinunte è la località archeologica più importante del Mediterraneo, dove è maggiormente documentato l’incontro-scontro fra la cultura greca e quella fenicio-punica. Fondata intorno alla metà del VII sec. A.C. dai coloni megaresi di Sicilia, essa divenne rapidamente una grande potenza, fiorente nei commerci e nelle arti; rivale di Segesta e di Mozia, dopo oltre due secoli di gloria fu distrutta da Cartagine e per molto tempo se ne perse perfino il nome. Oggi, nell’atmosfera irripetibile del parco archeologico, si conservano i colossali resti di otto templi nel più puro stile dorico, le cui magnifiche metope costituiscono la collezione più prestigiosa del Museo Archeologico Regionale di Palermo. Ma gli scavi non si fermano l’antica città è ancora in arte da scoprire.
Alcamo La vetta del monte Bonifato, per alcune superstiti vestigia gli antichi insediamenti umani, rimane una zona da scoprire dal punto di vista Archeologico. I resti monumentali della Funtanazza, antico edificio termale a pianta rettangolare, ci dicono che la tecnica di costruzione fu tra le soluzioni architettoniche più progredite del Medioevo. La Torre Saracena, torre dell’ex Castello dei Ventimiglia, opera di architettura normanna è stata costruita sul culmine della vetta del Monte Bonifato dagli Emiri arabi nel secolo IX d.C. fino al XIV secolo. Segni di questa pesenza sono i Ruderi delle abitazioni ad un solo vano.
Marsala Tra i maggioi richiami, la Nave punica nel museo archeologico di Bagilio Anselmi e il “Giovane con tunica”, una statua in marmo dorico a misura d’uomo, nell’isola di Mozia: esemplari unici al mondo. Nell’aria di Porta Nuova l’insula romana con i mosaici e il Decumano di lilybeo, recentemente venuto alla luce, punto di partenza degli itinerari fenicio-punici che toccano i principali siti archeologici della città. Nel museo civico del Complesso San Pietro altri interessanti reperti provenienti da Mozia e Lilybeo. Testimonianze archeologiche del periodo romano si trovano nella chiesa dei Santi Fabiano e Stefano, oggi Auditorium Santa Cecilia, nella suggestiva piazzetta del Purgatorio.
Erice Oltre ai monumenti e alle archeologie (la città antica è tutta un parco archeologico). Erice è la città del mito di Venere e di Enea: nel Santuario della dea si praticava l’amore sacro e si dava asilo a marinai e mercanti: nella sua marina l’eroe troiano seppelì il padre Anchise e tenne i giochi in suo onore. Il mito continua fino ad oggi nei mille popolari e nella venerazione dell’Assunta patrona della città.
Calatafimi Segesta A sei chilometri da Calatafimi, sul monte Barbaro, vi è uno dei luoghi più suggestivi di tutta la Sicilia: Segesta con il suo Teatro e il suo Tempio. Sulla cima più alta del monte è ubicato il teatro, costruito tra il III e il II sec. A.C. nel quale, durante tutta l’estate, si svolgono manifestazioni teatrali di importanza nazionale e internazionale. Segesta deve la sua fama al suo tempio dorico risalente alla metà del V sec. A.C. Sul fianco occidentale del monte Barbaro si trova il santuario di Mango all’interno del quale sono stati rinvenuti i resti di due templi dorici assegnabile ai secoli VI e V a.C. Recenti scavi hanno portato alla luce la cinta muraria di Segesta, il castello medievale e la moschea risalenti al XII sec.
Mazara del Vallo Il Museo Diocesano ove sono esposti paramenti e preziosissimi oggetti sacri, il Convento dei Carmelitani sede del Comune con lo splendido chiostro, il Collegio dei Gesuiti con le opere del Consagra ed il Palazzo dei Cavalieri di Malta sotto le cui fonda-menta permangono tracce visibili dell’antico quartiere commerciale normanno, costituiscono gli edifici di grande rilevanza storica, artistica ed archeologica. Nel 1998 nello Stretto di Sicilia, nel corso di una battuta di pesca, è stato rinvenuto un Satiro, statua bronzea di inestimabile valore dell’altezza di circa 2,5 metri. La statua è esposta nel complesso monumentale di sant’gidio, raffigura un Satiro Danzante unico al mondo per la sua imponenza, la sua straordinaria bellezza ed il suo sguardo incantatore.
Campobello di Mazara Viaggiare e scoprire insediamenti dei Greci è un’avventura suggestiva che merita di essere vissuta, per rendersi conto degli straordinari reperti archeologici. Lungo la costa fra Selinunte (città più importante tra i bacini archeologici del mediterraneo) e le località di Torretta Granitola – Tre Fontane si possono visitare resti di civiltà Greca. La capacità creativa dei coloni Greco-Megaresi hanno fatto delle “Cave di Cusa” (Ramuxara o Damus-ara: Cava alda), uniche nel loro genere tanto da non avere alcun parallelo in altre zone del mediterraneo, un centro importante estrattivo di rocche e tamburi. I coloni Greco-Megaresi misero in atto tecniche lavorative che consentirono nel VII secolo a.C. di innalzare la loro Città-Stato. Nel IV secolo a.C. con l’arrivo dei Cartaginesi che devastarono tutta la città, i Selinuntini furono costretti a sospendere i lavori di estrazione della pietra e tutto rimase incompleto fino ad oggi lasciando uno scenario dove aleggia una singolare atmosfera di “sospensione”.
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